Le correnti antalgiche agiscono riducendo la sensibilità dolorifica delle strutture nervose deputate al raccoglimento e alla trasmissione degli stimoli dolorifici. Hanno azione antalgica la TENS, la corrente continua (ionoforesi), la corrente interferenziale, le correnti diadinamiche.
– TENS:
La parola TENS è l’acronimo della sigla inglese ‹‹Transcutaneous electrical nerve stimulator››, cioè ‹‹Elettrostimolazione nervosa transcutanea››.
L’elettrostimolazione nervosa transcutanea si realizza attraverso una corrente rettangolare a bassa frequenza (da 2 a 140 Hz), della durata di 50-300 microsec e intensità da 1 a 50 mA.
E’ indicata in numerose patologie dolorose, sia acute che croniche. E’ molto efficace nelle sindromi antalgiche radicolari in fase irritativa e in presenza di punti trigger. Trova indicazione nei:
- Dolori radicolari, rappresenta la terapia di elezione nelle brachialgie (dolore del braccio), sciatalgie (dolore del gluteo e della gamba) e cruralgie (dolore dell’inguine e della faccia anteriore della coscia);
- Artralgie e mialgie;
- Artrite reumatoide.
– IONOFORESI:
La ionoforesi sfrutta la corrente continua per introdurre medicamenti nell’organismo perché essa mantiene costante nel tempo l’intensità.
Sono in grado di penetrare nei tessuti solo quei farmaci che, posti in soluzione acquosa, ionizzano. Gli ioni farmacologici, trovandosi in un campo elettrico, risentono dell’azione delle forze coulombiane (cioè le forze esercitate da un campo elettrico su cariche elettriche) e si pongono in movimento. La loro migrazione obbedisce alla “legge della polarità”, cioè gli ioni si spostano in direzione dell’elettrodo di polarità opposta.
Sotto l’azione della corrente continua, gli ioni medicamentosi attraversano la barriera cutanea e raggiungono una profondità massima di 2,5-3 cm, con la massima concentrazione nel primo centimetro.
Arrivati negli strati profondi del derma, una parte degli ioni entra direttamente nel circolo capillare; la parte restante si lega alle proteine e si accumula nei tessuti interstiziali.
Si formano in tal modo dei depositi farmacologicamente attivi a lenta cessione.
E’ indicata nel trattamento di patologie che interessano le strutture non profonde e prive di importante rivestimento di tessuto muscolare e adiposo. E’ particolarmente efficace nelle patologie del gomito, polso, mano, ginocchio e tibio-tarsica.
A seconda del farmaco utilizzato, questa tecnica può svolgere un’azione antalgica, antinfiammatoria e antiedemigena. Quindi numerose sono le affezioni che possono beneficiare di questo trattamento: artrite reumatoide, artrosi, contusioni, distorsioni, tendiniti, edemi post-traumatici e post-chirurgici.
E’ indicata anche in caso di iperidrosi palmare e plantare.
– DIADINAMICHE:
Le diadinamiche sono correnti unidirezionali ed emisinusoidali a bassa frequenza.
Si distinguono cinque tipi di correnti diadinamiche: monofase fissa, difase fissa, corrente corto periodo, corrente lungo periodo e corrente sincopata. Esse si differenziano per la durata dell’impulso, che è sempre emisinusoidale, per la frequenza dello stesso e per il tempo di pausa tra un impulso e l’altro.
Generalmente le correnti diadinamiche vengono utilizzate a scopo antalgico; tuttavia sono in grado di realizzare anche un effetto trofico ed eccitomotorio.
Indicazioni:
-Tendiniti: del gomito, del polso, delle spalle, del ginocchio e della caviglia.
-Dolore articolare post-traumatico.
-Artropatie infiammatorie e degenerative a sede superficiale.
-Dolori muscolari, in presenza di punti trigger.
– INTERFERENZIALE:
La corrente interferenziale è così denominata in quanto si forma ed interferisce con i tessuti nel punto in cui due correnti a media frequenza si incrociano. Due coppie di elettrodi, collegati a due generatori di corrente, vengono posizionati in modo che le linee di forza dei due campi elettrici si incrocino sulla superficie corporea da trattare.
Giacché le due correnti a media frequenza hanno in alcuni momenti una frequenza diversa, accade che le intensità degli impulsi in certi momenti si sommano, in altri si annullano. Si crea in tal modo una corrente ondulante, la cui frequenza è uguale alla differenza delle frequenze dei due generatori.
La corrente interferenziale così generata è una corrente bidirezionale e a bassa frequenza (1-100 Hz) e modulata in intensità. La modulazione evita l’accomodazione delle fibre nervose.
Gli effetti biologici della corrente interferenziale variano con la frequenza impiegata; in linea di massima, le frequenze inferiori a 50 Hz hanno un effetto eccitomotorio, quelle superiori a 50 Hz danno analgesia e vasodilatazione.
Indicazioni:
1) Artrosi delle articolazioni profonde: anche, rachide lombare.
2) Tendinopatie profonde: di anca, di spalla.
3) Ipotrofia muscolare: per il potenziamento di muscoli normalmente innervati e a sede profonda.